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Per scrivermi missive, liste della spesa, insulti, ammissioni di colpevolezza, reportage di voli pindarici : ieratica@yahoo.it ---------------------------GENNAIO---------------------------------------
MANTRA: MANTRA "You cannot be lonely if you like the person you are alone with" (Wayne Dyer)
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INTUIZIONE: Una persona con cui poter aprirsi sempre o più persone con cui aprirsi in modi diversi a sprazzi. Fate come volete, ma non chiudetevi mai per troppo tempo. -----------------------------
AZIONE: Per restare in ascolto delle anime, iniziare da esercizi banali di riconoscimento di rumori di oggetti, suoni della natura, e così via. ------------------------------
MUSICA: Blur "All the people- Live at the Hyde Park" / Marianne Faithfull "Broken English" / Tom Waits "Glitter and doom Live" -----------------------------------
SPESA: Arance, insalata e mirtilli per fare una bella insalata di arance e mirtilli (sembra tautologico ma è invece solo insistente in modo salutare).
Verdura: barbabietola, broccolo, carciofo, cardo, catalogna, zucca. Frutta: actinidia (kiwi), arancio, mandarino, mandarancio, limone, pompelmo, mela, pera, frutta secca. Pesci: spigola, sogliola.
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1 febbraio 2010
Smontar baracca & burattini
Elx non abita più qui. Per continuare a leggermi, dirottatevi su www.ekalix.eu
Enjoy.
Meow !
c c c c c changes
| inviato da Kalix il 1/2/2010 alle 2:1 | |
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22 gennaio 2010
Metà tazzina, grazie

Dopotutto, l'attesa è sacra...
alice through the looking-glass
| inviato da Kalix il 22/1/2010 alle 10:36 | |
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21 gennaio 2010
Salato Stil Novo
 Tu pensi di cavartela e invece ti si aprono varchi ovunque, perdi braccia perdi cose e manco lo sai perché. Tu pensi di stare bene e invece la gallina fa il verso del bove e chiunque intorno è ferito è piccolo e detestabile. Tu pensi di stare bene e invece non riesci a parlare, hai la lingua in tortura come fosse una trappola per volpi, dentro c'è la tua lingua, dentro alla trappola. Ti sembra di risentire la voce dei morti e hai il ricordo di funerali in cui ti era proibito toccare il morto. O situazioni in cui ti veniva da ridere, ma da ridere da matti e invece era proibito e venivi mortificato. Il mio corpo prende tutto sul serio, dannazione. Quando mi fa male il cuore, mi fa male davvero l'aorta. Qualcuno, a quella pompa cardiaca, dovrebbe insegnare leggerezza e ironia. "E i deboletti spiriti van via", direbbe Guido. Cavalcanti, of course.
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14 gennaio 2010
Patrizia Vicinelli
"Non c’è stendardo che possa / realmente fermarmi, né chiusura di spazio, / né circolo di tempo: la mia vita e la mia / morte sono la stessa avventura."
Patrizia Vicinelli. Poetessa visuale, poetessa parola, poetessa. Nasce a Bologna e ci muore nel 1991. Il resto ve lo cercate. Però cercatevelo.
bologna
alberto grifi
patrizia vicinelli
| inviato da Kalix il 14/1/2010 alle 17:25 | |
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14 gennaio 2010
Birilli rossi

E durante la processione mi è venuta una voglia di mostrare le tette pazzesca.
Bilancio zombie:
(10 zombie - 3 sorridenti - 4 lobotomizzati - 5 austeri - 3 distratti - 2 mi hanno guardato le tette - 1 molto solenne e con bastone - 4 mi hanno guardata strana - 2 mi han guardato le gambe, uno soffermandosi sulla sinistra - 5 guardavano a terra - 2 si sentivano importanti - 3 non so, non leggo nelle menti)
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10 gennaio 2010
Forme di neve e non solo

Ho trovato questa immagine dal blog di Arto. Penso che sia il caso di buttare giù un po' di propositi. Anzi, no. La foto è tenera e bianca. Parla da sola. Scolpisce robe dentro.
E pensare che io manco so fare una palla di neve fatta per bene.
Buon giorni che restano prima di quel che vi pare. 2010, cifra bella tondetta. Miao.
immagine da Arto's blog
| inviato da Kalix il 10/1/2010 alle 12:50 | |
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3 gennaio 2010
Domanda dolce
Vieni. Ho detto vieni. Il mio è un richiamo amoroso e dunque non c'è tappo al timpano, tappo al timpano non ce n'è. Vieni. Ho detto ammaliante davanti al tronco pieno di iniziali, vieni, lo dico di notte, con le mani a preghiera e le lenzuola in mezzo. Vieni. Ho detto fuorviante. Ho detto brindando contro la mia spalla, poggiando il calice sulla clavicola, l'ho detto come minaccia e assoluzione, con le braccia aderenti al petto, incrociate come una carta di spade. Ho detto vieni. Lo dico ululando all'alba, lo dico pensandoti le labbra. Ho detto e non si può resistere, non c'è niente che ti tenga immobile, tutto spinge all'azione, non lo sto chiedendo a te essere umano che fiotta, sperma, beve, mangia. Lo chiedo al fottìo di stelle che cambiano rotta lo chiedo allo zodiaco, agli astronomi, al calendario, al frate, alla pulla nell'orto, al cotechino da scotennare, alle erbe da terapia, agli infusi. Agli avi di antica memoria. Davanti a loro mi inginocchio e dimando se vedono quanto bene le labbra aderiscono, quanto amore si farebbe mentre gli alberi rinnovano il colore. Tu per il mare di folla, io sirena metropolitana. Sotto la Luna io ballo il mio pensiero languido, lo ballo da sola, con trasporto. Il mio walzer triste, la mia domanda dolce.
Elisa Cappelli
poesia
domanda dolce
elisa cappelli
| inviato da Kalix il 3/1/2010 alle 11:23 | |
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1 gennaio 2010
Love Torture

Adesso non è facile capire, ma se senti bene dentro sai che quel principio d'amore non si estinguerà mai, perché è quello che muove le cose. Anche se te lo dimentichi, gli occhi sbattono, le palpebre, intendo. Adesso spegni quel telefono, ché il rintocco del suono prolungato ad alternanza può farti impazzire, finirà con lo schiaffarti nella pazzia. Adesso accendi le luci dell'albero e vestiti di bianco, di nero, cambia, cambia continuamente, specchiati, non smettere di specchiarti e pensa che stai respirando. Qualcuno ti prenderà la mano, tra anni, mesi, dopo qualche tempo, dopo che la notte fonda, profondissima lascerà spazio solo all'alba. Piccole istruzioni per non smettere di amare. Piccole istruzioni per non smettere di amarsi. Ora devi solo pensare alla tua vita con un nesso forte alla morte. Senza vedere una delle due cose come negativa o assolutamente positiva. Ora devi solo lavorare e sudare e sacrificare ed entusiasmarti. Se non riesci ad amare già ora, accarezza l'idea di farlo poi. Ora devi solo fare questo. Non è forse una delle cose più belle che potevano capitarti?
| inviato da Kalix il 1/1/2010 alle 18:10 | |
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30 dicembre 2009
La fin

Stasera manchi come acqua dopo prosciutto crudo. Stasera si è spaccato in due il cielo ed è venuta giù una delle maledizioni, ma in forma di grande cavalletta con denti da tricheco e pseudopsicotrotterellante entusiasmo. Ho come in stand-by la milza. Ho come un senso di pesce che boccheggia al posto dell'ntestino. Sono giorni che i giornali non fanno che ripeterlo, qualsiasi cosa gli umani possano fare, il pianeta è spacciato. Ribalterei la sentenza in: qualsiasi cosa gli umani possano fare, gli umani sono spacciati. Non intaccheremo mai abbastanza il pianeta, ci crediamo troppo importanti. Lui si rigenerà e senza di noi. Se è abbastanza furbo.
fine
organi
pianeta Copenaghen
| inviato da Kalix il 30/12/2009 alle 0:29 | |
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26 dicembre 2009
Dare al mondo qualità


L'uomo che ha fatto questi quadri oggi mi ha detto che "il simbolo fine a se stesso è decorazione".
Parlavamo del mio libro, di rallentamenti, di vita fuori e vita dentro. E della necessità che il mondo ha di opere d'arte che dietro abbiano un progetto vero, ispirato.
Questi due dipinti fanno parte di un'idea con dentro spirito, silenzio e spazio, idea che prende il nome di "Luoghi Primi".
Quella frase là sopra trovo che sia una spinta o un freno, dipende dalla qualità di quel che si ha dentro. E questo la rende una frase spietata e dolcissima insieme. Un enzima catalizzatore e un ostacolo insieme.
E chi bazzica Kalix, sa che gli ossimori sono da amare o quanto meno annusare.
P.s.: Se volete vederli dal vivo, sono in esposizione in Umbria.
COSA DinaMiti & OrchiDee - Mostra di pittura a cura di Tommaso Faraci /Paolo Romani / Michele Santi QUANDO Fino al 14 Gennaio DOVE Presso l'Eremo delle Grazie a Spoleto (PG)
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26 dicembre 2009
A noi Freud ce fa'n baffo o un babbo (natale)

Avversione a Babbi Natali appesi per le case
Sindrome riscontrabile in più soggetti. Se mitigata e tenuta sotto controllo attraverso pokerate con amici o giornate di festa rese lavorative anche mentre gli altri festeggiano, in quel caso non risulta pericolosa. In caso contrario, rischia di sfiorare la patologia. La sindrome ricorre in soggetti culturalmente sviluppati. Consigliamo di rispolverare vecchie carabine finte con tanto di pallottoline gialle e darci di grilletto. Prima o poi qualcuno ne verrà giù.
Avversione agli ombrelli anche quando piove
Due persone che amo ce l'hanno. Non me la so spiegare. Prima pensavo fosse ostinata dimostrazione di libertà, poi bisogno di contatto con la pioggia. Non so.
Avversione alle carte da gioco sotto Natale
Si cura con il fare l'amore.
Avversione ai tipi o alle tipe con la testa grande
Questa avversione ce l'ho io. Non credo sia curabile.
Avversione all'idea di dover fare i regali di Natale
E' sana, come avversione. Ma è anche bello dare a qualcuno qualcosa che sembra fatto apposta per lui / lei. E se, per coincidenza, capita sotto Natale, pazienza. Datelo lo stesso.
foto da YourDropShipper.com
| inviato da Kalix il 26/12/2009 alle 20:10 | |
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23 dicembre 2009
Erotico Librarsi
Catena di Erotico Librarsi promossa dal Monsieur Sogni&Bisogni. Spassionate dichiarazioni d'amore verso libri che sentiamo ci appartengono e cui sentiamo di appartenere. Mi incateno. Credo fossero tre scelte. Ma già è stato dilaniante ridurle a quattro.
Patrizia Valduga, "Medicamenta e altri medicamenta"

Ciao te. Ti sento sottopelle perché hai detto l'amore come lo intendo io. Perché una volta che sei stato scritto e che ti hanno lasciato andare per il mondo, ecco, io da lì vorrei che chiunque fa l'amore o l'ha fatto almeno una volta ti leggesse di gusto e a fondo. Ciao te che ci siamo amati da subito. Ciao te. Parola e corpi insieme.
Tchouang tseu (Zhuang-zi / Chuang Tzu)

Di tutte le cazzate che possono essere scritte in forma di favola o raccontino, io ringrazio il demiurgo che qualcuno abbia provveduto a creare te nel IV sec. a.C. Perché sei fantastico, inafferrabile, ironico.
Cesare Pavese, "Dialoghi con Leucò"

Ehy, tu, buon anno. Mi sei stato regalato da un'anima splendida, una dea che mi ha insegnato molto, non dico tutto, ma quasi. Sapessi quanto mi hai fatto capire del mito visto con gli occhi tuoi, nostri. Che il mitologico possa essere rivisto, in chiave molto alta, questo io e te ci siamo detti. E ti penso a occhi chiusi.
Arthur Rimbaud, "Une saison en enfer"

Colore alle vocali, potere di consonanti. Delirio delirio delirio appassionante da subito. Ti ho comprato a Torino, faceva freddo. Eri un'edizione dimenticata da tutti. Poi mi sei stato regalato in francese da un Amore vero, una persona che mi ha conosciuto come si deve. Ancora, per te, il mio amore spassionato, nella mia lingua sotto perpetua accusa e sempre in fervente delizia.
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19 dicembre 2009
Cosmo scosso

Concentrati sulla cosa in se', in fondo sei in missione e non puoi fallire. Concentrati proprio su questa cosa del fallimento e pensa che è una cagata, una cosa che ti hanno appiccicato addosso per invecchiare prima. Libera le angolazioni, bacia la bocca che vuoi e sbatti contro il ritmo, sbattici duro. E muoviti. Nel senso sudatorio del termine.
Quando si spostò nel nuovo appartamento ebbe la sensazione di mille occhi di bambola puntati addosso. Quella stessa notte sognò una persona disgustosa che aveva incontrato durante la giornata, la sognò dormiente, a bocca aperta, sulla sedia. E non gli piacque per niente.
Tante cose non c'entrano, eppure si connettono. Tante persone non dovrebbero, eppure stanno insieme o decidono di farlo per un po'. E scuotono il cosmo.
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14 dicembre 2009
Umanoidi

Piangerai fino a farti venire gli occhi di rugiada e anche quando li avrai asfaltati, non smetterai. Poi supplicherai la testa di smettere di girare. A quel punto, con il cranio tra le gambe, riaprirai gli occhi e vedrai a terra gocce di sangue. Ti toccherai la faccia indelicatamente e la imbratterai senza volerlo, perché quelle gocce vengono dal naso e le stai perdendo tu. Che peccato, il pomeriggio è andato dietro a una disperazione. Che peccato, l'albero di Natale ancora non è stato fatto. Che peccato, c'è un gomitolo con il quale il gatto sta giocando da un'ora e lo vedi che è vecchio, ma gioca ancora. Allora pensi di fare come lui e ti metti a saltare sulla gamba buona. Poi succede che ti distrai, perché fuori i cretini imperversano e il corpo non smette di far male. Garcia Lorca a diciottanni si è innamorato di una cui ha scritto un madrigal degli occhi azzurri. Poi ha scopato per tutta la vita con maschi. Ma tutti sappiamo come e cosa sapeva scrivere delle donne. Fertile, prematuro, sottopeso, morto in culla, male il respiro, latte non materno. Ma non lo vedi che la vita è tutta morte? Umani sani pieni di fermenti lattici e fratture. Macchie, fossette, sulla faccia e sulle dita. Acqua, acqua non toglieteci acqua.
no comment
| inviato da Kalix il 14/12/2009 alle 18:38 | |
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12 dicembre 2009
A mio fratello / Ai fratelli

Sogna ragazzo sogna Roberto Vecchioni E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte; ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero, e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo. Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro; stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento; copri l'amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello; a volte passa qualcuno, a volte c'è qualcuno che deve vederlo. Sogna, ragazzo sogna quando sale il vento nelle vie del cuore, quando un uomo vive per le sue parole o non vive più; sogna, ragazzo sogna, non cambiare un verso della tua canzone, non fermarti tu... Lasciali dire che al mondo quelli come te perderanno sempre; perchè hai già vinto, lo giuro, e non ti possono fare più niente; passa ogni tanto la mano su un viso di donna, passaci le dita; nessun regno è più grande di questa piccola cosa che è la vita E la vita è così forte che attraversa i muri senza farsi vedere la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare; la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire, pianterai un ulivo, convinto ancora di vederlo fiorire Sogna, ragazzo sogna, quando lei si volta, quando lei non torna, quando il solo passo che fermava il cuore non lo senti più ; sogna, ragazzo, sogna, passeranno i giorni, passerrà l'amore, passeran le notti, finirà il dolore, sarai sempre tu ... Sogna, ragazzo sogna, piccolo ragazzo nella mia memoria, tante volte tanti dentro questa storia: non vi conto più; sogna, ragazzo, sogna, ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, manca solo un verso a quella poesia, puoi finirla tu.
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